Prosegue la Rubrica Di Verde in Verde: Camminare in giardino con empatia, curiosità e    lentezza.

di Addolorata Ines Peduto, Presidente GreenCare Caserta

Nel Giardino Planetario: i nove patriarchi sopravissuti dell’antico Bosco di Aurno.

Quando alcuni anni fa si inaugurò il Centro Commerciale Campania come tanti casertani andai a curiosare. Ricordo che arrivata a destinazione nel recarmi verso uno dei tanti parcheggi disponibili, sostai in quello situato in direzione sud est superato l’ingresso principale. Nel grande parcheggio la mia attenzione fu catturata da un gruppo di alberi altissimi, platani risparmiati dai lavori di costruzione del centro commerciale. Mi diressi verso di loro come catturata da una forza irresistibile, li contai ed erano ben nove, mi avvicinai con rispetto e toccai il tronco di quello a me più vicino, ne accarezzai la corteccia, alzai la testa verso la chioma folta, e capii che era centenario. Erano tutti dei Patriarchi. Trascorsi molto tempo ad osservarli ed a pensare che un boschetto di alberi così antichi e maestosi doveva avere necessariamente una sua storia che io allora non conoscevo.

La Regione Campania li ha vincolati ed oggi sono descritti nel Registro degli Alberi Monumentali d’Italia nella scheda n.95  come Platanus x acerifolia, platano comune o platano ibrido, con una circonferenza media del fusto di 400 cm, altezza media di 37 metri ed età presunta di 200 anni. Al tempo dei borboni in quella zona c’era un vero e proprio bosco, il Bosco di Aurno. Fino a trenta anni fa un insieme di appezzamenti di terreno per colture varie ed un edificio coesistevano con i platani. Era possibile mangiare rane ed anguille, pescate in un lagno vicino, in una taverna aperta nell’antico edificio.

Due dei Nove Platani del Parcheggio del Centro Commerciale Campania

Il genere Platanus comprende sette specie di alberi che dimorano solitamente in terreni umidi o dove c’è disponibilità di acqua nelle zone temperate d’Europa, Asia occidentale e America settentrionale. Le foglie presentano un lungo picciolo ed una lamina lobata e ampia che ricorda il palmo di una mano. È la forma della foglia che dà origine al nome del genere, dal greco plátanos, largo. La corteccia di colore grigio è facilmente riconoscibile in questo genere perchè si sfalda in lamine sottili lasciando scoperta quella di nuova formazione più chiara. Il risultato è una corteccia a macchie. I fiori si formano a maggio e sono delle infiorescenze globose, quelle femminili rossastre e quelle maschili gialle, portate separatamente dallo stesso albero. I frutti sono sfere di colore marrone riunite in grappoli pendenti e racchiudono i semi.

Esso è conosciuto anche come Platanus hyspanica perchè fu notato per la prima volta nel 1600 in Spagna e si ritiene che sia un ibrido naturale, un incrocio tra un Platanus occidentalis originario del Nord America e Platanus orientalis dell’Europa sudorientale e dell’Asia.

Il Platano è una specie molto utilizzata nell’arredo urbano per la sua resistenza allo smog. In città, dove si rende necessario il controllo delle alberature, se le potature sono ripetute e drastiche (capitozzature) gli alberi in generale ed in particolare i platani tendono ad indebolirsi e ad essere attaccati da agenti patogeni che portano la pianta ad ammalorarsi.

Potete scrivere alla redazione di Sabato Non Solo Sport (vincenzo.dinuzzo@libero.it) per ricevere utili consigli su come coltivare le vostre piante. Cercherò di rispondere a tutte le vostre email.